Mentre si parla e si pretendono – ed a volte si inventano – nuovi diritti, chi ha fame è lì, all’angolo della strada, o nelle bidonville, e chiede patente di cittadinanza, cioè d’essere considerato nella sua condizione e dignità, a partire dal veder riconosciuto il suo diritto fondamentale all’alimentazione.

  1. Dobbiamo smettere di considerare il cibo come lo considera il mercato, cioè come un bene di consumo o una merce su cui speculare.
  2. L’alimentazione dovrebbe essere un bene pubblico, e ancor prima di istruzione o sanità.
  3. È necessario che gli Stati se ne facciano carico, affinché diventi uno dei diritti prioritari.
  4. Occorre dunque far includere il diritto all’alimentazione nelle agende politiche, come questione di giustizia sociale, anche per contrastare il disastro ambientale.

Con la tua firma puoi fai entrare il diritto al cibo nell’agenda politica europea e per far questo, entra in: https://www.goodfoodforall.eu inserisci il n° della tua carta d’identità ed i tuoi dati anagrafici.

«Siete il motore della Chiesa, che organizza l’amore. Siete le mani di Gesù nel mondo.
Aiutate le persone a cambiare il corso della loro vita».

(Papa Francesco)

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